Centoventi anni fa la fondazione della Camera del Lavoro di Palermo

Riceviamo e con piacere pubblichiamo il seguente articolo del Prof. Michelangelo Ingrassia dell’Università degli Studi di Palermo

Auguri alla Camera del Lavoro di Palermo che compie centoventi anni. Fondata nello stesso anno in cui Giuseppe Pellizza da Volpedo terminò la sua celebre opera “Il quarto stato”, essa ha ispirato e scortato il cammino dei lavoratori palermitani dai conflitti di classe dell’età giolittiana ai conflitti d’interesse del secondo dopoguerra passando per le battaglie sociali e politiche contro il fascismo. Centoventi anni di storia in cui si coglie il riverbero dei grandi momenti biografici del sindacalismo italiano: l’epoca passionale e ideologica della Confederazione Generale del Lavoro (CGdL) e l’epoca razionale e pragmatica della Confederazione Generale Italiana del Lavoro (Cgil), che fu unitaria prima e plurale poi, con la costituzione nel 1950 di Cisl e Uil.

L’inaugurazione della Camera del Lavoro di Palermo avvenne il primo settembre 1901. È possibile rivederne ancora oggi i momenti principali attraverso la cronaca del giornale “Avanti!”, quotidiano del Partito Socialista Italiano, comparsa sull’edizione di lunedì 2 settembre 1901: la sfilata dei «diecimila operai con settanta gonfaloni in via Maqueda diretti al Politeama»; «lo spettacolo commovente, indimenticabile» dei socialisti che al passaggio del corteo gridano «viva la Camera del lavoro e gli operai di Palermo» e «i lavoratori di ogni arte che rispondono alle grida unanimi»; infine la cerimonia conclusiva: «più di ventimila persone sono affollate al Politeama. Massimo ordine. Presiede l’operaio Lombardo, che parla per primo meravigliosamente. Segue il Sindaco Tasca Lanza, applaudito. Accolto da grande ovazione, il compagno Garibaldi Bosco chiude, con un ispirato discorso, l’indimenticabile solennità. Questa sera avrà luogo un grande banchetto operaio».

Dieci anni prima, tra il 1891 e il 1893, altre manifestazioni simili si erano avute a Torino, Piacenza, Roma, Brescia, Firenze, Venezia, Padova e altre città ed era già stato celebrato il primo congresso nazionale delle Camere del Lavoro. Era stato Osvaldo Gnocchi-Viani a fondare in Italia, a Milano, la prima Camera del Lavoro. Nate a fianco delle Società Operaie di Mutuo Soccorso, che spesso aderivano a esse, le Camere del Lavoro studiavano le condizioni generali del lavoro, garantivano la tutela legale dei lavoratori, vigilavano sull’applicazione della legislazione sul lavoro femminile e minorile, servivano d’intermediaria tra l’offerta e la domanda di lavoro, rappresentavano presso le pubbliche amministrazioni i bisogni delle masse operaie e contadine. A queste funzioni iniziali si aggiunsero, dopo le furibonde lotte sociali di fine Ottocento, azioni di resistenza e compiti di sostegno alle mobilitazioni operaie, di direzione delle agitazioni operaie, di promozione della sindacalizzazione mentre si costituivano, proprio tra il 1901 e il 1906, le prime federazioni di categoria e si strutturava per la prima volta in Italia una vera e propria organizzazione sindacale. In quei primi anni del Novecento, dunque, e fino all’avvento del fascismo, aveva preso forma in Italia una vera e propria filiera sociale che schierava in rappresentanza e a sostegno dei lavoratori: Società Operaie, Camere del Lavoro, Sindacato e movimenti politici.

Anche in Sicilia e a Palermo la storia delle Camere del Lavoro seguirà queste tendenze ma con caratteristiche storiche e politiche specifiche e originali ispirate dal singolare contesto siciliano. Del resto, come ha scritto Antonio Gramsci, la Sicilia, dopo cinquant’anni di vita unitaria, dimostrava di avere vissuto una vita propria di carattere più nazionale che regionale. In questo senso la Camera del Lavoro di Palermo, e il Cameralismo siciliano, hanno caratteristiche proprie: a Palermo e in Sicilia le Camere del Lavoro nascono dalla fucina dei Fasci Siciliani dei Lavoratori, dalle lotte fascianti represse nel sangue, dalla visione sociale e politica, culturale ed economica di personalità come Rosario Garibaldi Bosco, Bernardino Verro, Nicola Barbato. È in questa fucina che si temprano le nuove generazioni che si pongono alla testa del movimento dei lavoratori, ben rappresentate da Giovanni Orcel nelle fabbriche e Nicolò Alongi nelle campagne; entrambi animatori della Camera del Lavoro di Palermo, impegnati teoricamente e praticamente a propugnare il conflitto. Altro ma non secondario elemento distintivo è che la Camera del Lavoro di Palermo, a differenza delle Camere del Lavoro d’Italia, deve fronteggiare non soltanto il padronato ma anche la mafia, volenterosa carnefice del padronato stesso. Il tragico destino di Orcel e Alongi è, anche in questo caso, emblematico.

Questi tratti storici specifici, tipicamente siciliani, della Camera del Lavoro di Palermo e del Cameralismo siciliano sono ben evidenziati dalla storiografia siciliana: i volumi di Renda, Marino, Ganci, Brancato; l’opera di Casarrubea e di Oddo; gli studi di Paternostro; le ricerche di Francesco Petrotta, curatore di una monografia intitolata «Cronache della fondazione della Camera del Lavoro di Palermo». La produzione editoriale stessa della Camera del Lavoro di Palermo è portatrice di una connotazione gramscianamente particolare: «Le condizioni dei lavoratori in un grande stabilimento industriale: il Cantiere Navale di Palermo» (1958); «La condizione operaia nell’industria palermitana» (1959); «Storia della Camera del Lavoro di Palermo: lotte operaie e contadine nel primo ventennio del secolo» (1981).

Dopo gli auguri, quale auspicio trarre dalla celebrazione di questi centoventi anni di storia, dato che il ricordo senza una prospettiva corre il rischio d’isterilirsi, come avvertiva Leonardo Sciascia, in una «cosa solennemente morta»?

La Camera del Lavoro fu fondata nel 1901, l’anno del primo autunno caldo, come l’ha definito Pippo Oddo in un suo recente saggio; il 1901 è anche l’anno di fondazione della Fiom e della Federterra, che a Palermo e in Sicilia portano il nome di Orcel e Alongi, i quali si battevano materialmente per unire in un fronte unico e unito operai e braccianti per dare una svolta e nuovo slancio vitale al conflitto sociale. Nell’odierna realtà, che vede ripiombare i lavoratori e le lavoratrici nelle condizioni di ceto subalterno, il lavoro in merce, con una legislazione sociale smantellata e i diritti sociali annichiliti, è tempo di rilanciare l’unitarietà nel conflitto: in ogni posto di lavoro, in ogni istituzione ove vi sia una rappresentanza di lavoratori, in ogni piazza. Non è a rischio solo l’eredità sociale del passato ma anche le poche conquiste del presente e il diritto a un futuro di giustizia sociale.

Michelangelo Ingrassia

Articolo pubblicato sul giornale online Esperonews (www.esperonews.it), 1 settembre 2021

Lo storico Mauro Canali a Palermo per ricerche archivistiche sul suo prossimo libro

Il Professor Mauro Canali, apprezzato autore di notevoli studi sul fascismo e sul delitto Matteotti, è a Palermo per visionare documenti d’archivio utili per il suo prossimo libro. Tra le carte consultate, alcune appartengono all’Archivio dello storico siciliano Giuseppe Casarrubea, conservato nella sede del Centro Documentazione e Studi Gaetano Pensabene, presieduto dall’avvocato Antonino Pensabene.


“Il professor Canali sta facendo ricerche su Mauro De Mauro e sulla sua attività  nella Repubblica fascista di Salò”, dice Michelangelo Ingrassia, Direttore del Centro Documentazione e Studi Gaetano Pensabene, che ha accolto lo studioso. “L’attivismo fascista di De Mauro – spiega Ingrassia – fu oggetto d’indagine storica anche di Giuseppe Casarrubea, che raccolse un’importante documentazione sulle azioni clandestine in Sicilia di elementi della famigerata Decima Mas di Borghese, cui De Mauro era legato non solo politicamente”.
Canali è stato accompagnato nella sede del Centro Studi Pensabene dal professor Maurizio Casarrubea, dell’Università  di Palermo, figlio dell’indimenticato storico siciliano.

M. Ingrassia

PREMIAZIONE DEL CONCORSO IN MEMORIA DI GIUSEPPE CASARRUBEA “Le nostre radici nella microstoria” a. s. 2020/21

Lunedì 7 giugno 2021 alle ore 9.30 dalla sede della scuola Privitera del comune di Partinico (PA), alla presenza del Prof. Maurizio Casarrubea figlio dello storico scomparso nel 2015 e in collegamento da remoto con tutti gli istituti partecipanti, avverrà la premiazione del concorso “Le nostre radici nella microstoria”. A partire dalle 9.30 l’evento sarà trasmesso in diretta dall’emittente Radio Amica. 

“Una strage ignorata”

Tratto dalla sezione News del sito della Fondazione Argentina Altobelli

Un  tour emozionante in Sicilia  Di Fabrizio De Pascale

Cinque proiezioni in quattro giorni, a Partinico, San Cipirello, Palermo, Sciacca e Castelvetrano. Un piccolo “tour de force” per la Fondazione Argentina Altobelli, in giro per la Sicilia a presentare il concorso “Portella, i braccianti, la memoria”, rivolto agli studenti degli istituti superiori siciliani e a proiettare il docu-film “Una strage ignorata” che ripercorre le tristi vicende di circa 50 braccianti e sindacalisti agricoli uccisi dalla mafia in Sicilia, negli anni 1944-48 perché lottavano per dare la terra ai contadini, così come previsto dalla legge. Ma, insieme agli istituti scolastici, il docu-film è stato proiettato anche nella sede di Libera a Palermo, in piazza Castelnuovo, in uno dei tanti beni (un esercizio commerciale) sequestrati alla mafia e affidati ad associazioni e cooperative. Complessivamente alle cinque proiezioni hanno assistito circa 800 persone, di cui 600 studenti. E il dato più significativo, comune a tutte le proiezioni, è stato il silenzio assoluto nel quale gli studenti hanno seguito lo svolgersi degli eventi raccontati nel docu-film. Un segno inequivocabile dell’attenzione e dell’interesse suscitati. Attenzione e interesse manifestati anche dai mass media, con numerosi articoli pubblicati dalla stampa locale e diversi servizi video trasmessi sia dalle TV locali che dal TG regionale della RAI. Insieme a studenti, insegnanti e dirigenti, tante le personalità incontrate, prime fra tutti i parenti delle vittime della strage ignorata, che sono stati anche i protagonisti del docu-film e che hanno parlato con gli studenti: Antonella Azoti, Francesco Lo Iacono, Placido Rizzotto, Nicolò Miraglia e Maurizio Casarrubea. E insieme a loro giriamo per le scuole insieme agli autori del libro “Una strage ignorata” Pierluigi Basile e Dino Paternostro e ai segretari territoriali della Uila, Caterina Provenza, Antonio Pensabene, Giuseppe La Bua, Gero Acquisto e Tommaso Macaddino. Ma andiamo con ordine. La prima proiezione si è svolta a Partinico, il 25 gennaio, presso l’Istituto Carlo Alberto Dalla Chiesa. E qui la prima sorpresa: l’evento è stato preceduto dalla performance di Bruno Bonadonna, marito della dirigente scolastica dell’Istituto Laura Giammona, che ha eseguito, accompagnandosi con la chitarra e un cartellone pieno di immagini, il “lamentu pi la morti di Turiddu Carnivali”, scritto da Ignazio Buttitta e musicato da Ciccio Busacca, un testo molto celebre in Sicilia che narra la storia di Salvatore Carnevale, bracciante e sindacalista socialista di Sciara (Pa) assassinato dalla mafia nel 1955. Tra il pubblico anche Pino Gagliano, Segretario della camera del lavoro di Partinico. Nel pomeriggio ci spostiamo a Palermo nella sede di Libera dove incontriamo altre vittime delle mafie e altre personalità ed esponenti della società civile. A fare gli onori di casa ci sono Lillo Gangi, coordinatore provinciale di Libera insieme a Chiara Cannella e Davide Mancuso in rappresentanza del centro Pio La Torre. Ma ci sono anche Augusta e Vincenzo Agostino, genitori di Antonino, agente di polizia ucciso insieme alla moglie Ida nel 1989 in circostanze ancora mai chiarite. Da allora, il padre Vincenzo non si taglia più né barba né capelli fin quando non si saprà chi e perché ha ucciso suo figlio. Incontriamo poi Maria Badalamenti, figlia di Silvio, a sua volte nipote di Don Tano Badalamenti, completamente estraneo alla mafia ma che venne ucciso nel 1984 per vendetta trasversale. Maria aveva allora 9 anni e la sua vita venne sconvolta. Non ha mai voluto lasciare la Sicilia e oggi ha scritto un libro “Sono nata Badalamenti” per raccontare la sua storia, vissuta in solitudine e schiacciata sotto il peso del suo nome. E sempre nella sede di Libera, incontriamo anche Pasquale Scimeca, regista del film Placido Rizzotto, Annamaria Nicosia, figlia di Mario testimone oculare della strage di Portella della Ginestra, protagonista del docu-film ma poi scomparso nel 2016; Isabella Giannola, amministratore giudiziario dei beni sequestrati al “gruppo Rappa” che ci chiede di poter trasmettere il docu-film su una rete televisiva, anch’essa sequestrata ai Rappa. Il giorno dopo ci spostiamo a San Cipirello, presso l’Istituto Basile dove, insieme alla dirigente Concetta Giannino, ci attende un gruppo di studenti molto preparati con i quali si sviluppa un confronto molto intenso. Il 30 gennaio siamo a Sciacca, presso l’Istituto Tommaso Fazzello, dove la proiezione è stata organizzata dalla scuola insieme alla Fondazione Accursio Miraglia. Qui, ad attenderci ci sono il sindaco di Sciacca Francesca Valenti e la dirigente scolastica Giovanna Pisano. Con noi c’è anche Nino Indelicato, presidente della Copagri di Agrigento. Ultima tappa a Castelvetrano, all’Istituto Cipolla. E anche qui un’altra sorpresa per chiudere in bellezza il nostro tour. Di fronte a un nutrito e qualificato pubblico, composto da oltre 200 studenti, i parenti delle vittime, i rappresentanti locali delle forze dell’ordine (Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza) e i segretari regionale e provinciale della Uil, Pietro Lodico ed Eugenio Tumbarello, la dirigente scolastica Gaetana Maria Barresi ha pensato bene di far osservare un minuto di silenzio in memoria delle vittime della “strage ignorata” e di chiamare un ex studente dell’istituto appassionato di musica, Giuseppe D’Alberti, che ha suonato, appunto “il silenzio” con la sua tromba… Un emozione fortissima per tutti consumata in un’aula magna bellissima arredata con grandi e significativi dipinti. Poi tutti in silenzio a vedere il docu-film…

Saggio di M.J. Cereghino

Riceviamo e rendiamo disponibile ai nostri Lettori il saggio “Portella della Ginestra, prova generale del doppio Stato”, scritto da Mario José Cereghino, e presentato in occasione del convegno “Portella della Ginestra. Alla radice del segreto italiano”. La giornata di studi, ideata e organizzata dall’associazione “Memoria e Futuro”, era dedicata allo storico Giuseppe Casarrubea (1946-2015) e si è svolta il 19 maggio 2017 ai Cantieri Culturali della Zisa, a Palermo. Il saggio viene ora presentato al Lettore nella sua versione integrale:

Leggi il saggio

Nota: tutti i contenuti del saggio sono di proprietà intellettuale dell’Autore M.J. Cereghino. Per informazioni contattare l’Autore al seguente indirizzo:

mariojosecereghino59[at]gmail.com

22 Giugno 2017

Giovedì 22 Giugno a Partinico la CGIL unitamente ai familiari delle vittime hanno ricordato il 70° Anniversario della Strage di Partinico dove morirono  Giuseppe Casarrubea e Vincenzo Lo Iacono e furono gravemente feriti Leonardo Addamo e Salvatore Patti.

Locandina inerente l’evento del 22 Giugno 2017 Organizzato dalla CGIL

7 Giugno 2017

Il 7 Giugno 2017 ricorre l’anniversario della scomparsa del Prof. Giuseppe Casarrubea, storico e saggista italiano.

L’ I.C.S. Privitera Polizzi di Partinico, diretto dalla Prof.ssa R.M. Rizzo, ha promosso, per l’anno scolastico 2016-2017, il concorso “Le nostre radici nella microstoria”, in memoria di Giuseppe Casarrubea. Il concorso, al quale hanno partecipato Scuole del 1° ciclo d’istruzione dell’Ambito Territoriale 20 – provincia di Palermo, ha previsto due sezioni, dedicate agli Alunni delle classi quinte della Scuola Primaria ed agli Alunni delle classi terze della Scuola Secondaria di 1° grado, rispettivamente con i temi: “Un personaggio ha lasciato, con il suo operato ed il suo impegno sociale, una impronta significativa nel nostro territorio” e “10 luglio 1943: sbarco degli Alleati in Sicilia. Una operazione militare e di servizi segreti”

Locandina inerente l’evento del 7 Giugno Organizzato dall’I.C.S. Privitera Polizzi di Partinico

19 Maggio 2017

Si è tenuto il 19 Maggio 2017 ai Cantieri Culturali della Zisa un incontro organizzato dalla Associazione “Memoria e Futuro” dal titolo ” Portella della Ginestra – Alla Radice del Segreto Italiano” dedicato agli studi ed alle ricerche di Giuseppe Casarrubea.

Tra gli intervenuti Nicola Tranfaglia, Ferdinando Imposimato, Franco Maresco, Armando Sorrentino, Giuseppe Lo Bianco.

Brochure dell’evento